LA CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA
DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E DOMESTICI.
Si potrebbe pensare che i rischi correlati alla contaminazione microbiologica e alla
trasmissione di agenti infettivi possano riguardare solo alcuni
ambienti di lavoro, come il settore sanitario.
In realtà la contaminazione, con trasmissione di patogeni
presenti su superfici ambientali, riguarda anche molti altri ambienti lavorativi sia outdoor (ad esempio allevatori,
agricoltori, lavoratori degli impianti di compostaggio, …), che indoor (ad esempio negozi, scuole,
uffici, palestre, ristoranti, centri commerciali, …).
AMBIENTI OUTDOOR.
Per esempio malattie croniche del tratto
respiratorio, allergie, irritazione della mucosa degli occhi e delle alte vie
respiratorie sono state riscontrate tra i lavoratori degli impianti di compostaggio (trasformazione dei rifiuti
solidi urbani, scarti agricoli e industriali biodegradabili in concime)
Anche gli addetti agli impianti di trattamento delle acque reflue o allo smaltimento di rifiuti solidi possono
entrare in contatto con diversi agenti patogeni.
Alle volte nel richiudere il
coperchio del cassonetto questo si abbassa velocemente, perché l’ammortizzatore
è guasto, comprimendo l’aria che viene inviata sul volto della persona e sicuramente
non è aria igienica.
AMBIENTI INDOOR.
Cariche batteriche sono presenti su superfici di negozi, asili nido, uffici, palestre,
ristoranti e attrezzature da gioco per bambini, centri commerciali e superfici diverse (banchi, porte, tavoli
mensa, lavelli e bagni) anche in scuole
elementari.
È stata poi rilevata contaminazione microbiologica anche
nelle superfici di libri, libri di antiquariato, manoscritti, documenti, dischi
presenti in biblioteche e archivi
( es. la presenza di muffe potenzialmente patogene con effetti allergici o
tossici).
In ambienti
domestici, con riferimento particolare alle cucine, superfici non frequentemente pulite, come fornelli, porte
dei frigoriferi o dei refrigeratori e pavimenti”.
Maniglie, corrimani, sedie, piani di appoggio, calorose
strette di mano, starnuti, colpi di tosse, ecc. in ambienti di ristoro, dove
poi si porta il cibo alla bocca (pochi si lavano prima le mani e nessuno può
trattenere il respiro), sono autostrade per la contaminazione batterica. Avere presente il problema però può ridurre
l’impatto.
Quindi sarebbe opportuno prevedere controlli periodici
per verificare la presenza o meno di contaminati e, in caso positivo, l’utilizzo
di idonei disinfettanti con la successiva valutazione dell’efficacia degli
interventi di pulizia e disinfezione condotte sulle superfici.


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