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181129 - SALUTE - CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA


LA CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E DOMESTICI.

Si potrebbe pensare che i rischi correlati alla contaminazione microbiologica e alla trasmissione di agenti infettivi possano riguardare solo alcuni ambienti di lavoro, come il settore sanitario.
In realtà la contaminazione, con trasmissione di patogeni presenti su superfici ambientali, riguarda anche molti altri ambienti lavorativi sia outdoor (ad esempio allevatori, agricoltori, lavoratori degli impianti di compostaggio, …), che indoor (ad esempio negozi, scuole, uffici, palestre, ristoranti, centri commerciali, …).

AMBIENTI OUTDOOR.
Per esempio malattie croniche del tratto respiratorio, allergie, irritazione della mucosa degli occhi e delle alte vie respiratorie sono state riscontrate tra i lavoratori degli impianti di compostaggio (trasformazione dei rifiuti solidi urbani, scarti agricoli e industriali biodegradabili in concime)
Anche gli addetti agli impianti di trattamento delle acque reflue o allo smaltimento di rifiuti solidi possono entrare in contatto con diversi agenti patogeni.

Alle volte nel richiudere il coperchio del cassonetto questo si abbassa velocemente, perché l’ammortizzatore è guasto, comprimendo l’aria che viene inviata sul volto della persona e sicuramente non è aria igienica. 



AMBIENTI INDOOR.

Cariche batteriche sono presenti su superfici di negozi, asili nido, uffici, palestre, ristoranti e attrezzature da gioco per bambini, centri commerciali e superfici diverse (banchi, porte, tavoli mensa, lavelli e bagni) anche in scuole elementari. 
È stata poi rilevata contaminazione microbiologica anche nelle superfici di libri, libri di antiquariato, manoscritti, documenti, dischi presenti in biblioteche e archivi ( es. la presenza di muffe potenzialmente patogene con effetti allergici o tossici). 

In ambienti domestici, con riferimento particolare alle cucine, superfici non frequentemente pulite, come fornelli, porte dei frigoriferi o dei refrigeratori e pavimenti”. 



Maniglie, corrimani, sedie, piani di appoggio, calorose strette di mano, starnuti, colpi di tosse, ecc. in ambienti di ristoro, dove poi si porta il cibo alla bocca (pochi si lavano prima le mani e nessuno può trattenere il respiro), sono autostrade per la contaminazione batterica. Avere presente il problema però può ridurre l’impatto.

Quindi sarebbe opportuno prevedere controlli periodici per verificare la presenza o meno di contaminati e, in caso positivo, l’utilizzo di idonei disinfettanti con la successiva valutazione dell’efficacia degli interventi di pulizia e disinfezione condotte sulle superfici.

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