CORONAVIRUS / RISTORANTI /
IGIENE.
A seguito dell’epidemia
Coronavirus si sono intensificati i controlli su chi lavora negli ospedali e
nelle case di riposo ma non nei locali pubblici (a parte per le riaperture).
Non so come funzioni l’igiene nella cucina di un ristorante perché di solito
non ci si entra ma mi chiedo: CHI CONTROLLA LA SALUTE DEL CUOCO, DEL VICE
CUOCO, DEL LAVAPIATTI, DEL CAMERIERE… ma anche di quei negozietti con
consegnano cibo a domicilio dove l’ultima parola che mi viene in mente è
“igiene”? Perché se qualcuno di questi lavoratori fa un colpo di tosse sul
cibo, si soffia il naso (e non mi dilungo su altre cose) e tocca i piatti o i
contenitori e magari su quel piatto io, finemente, USO LA MOLLICA DI PANE PER
“TIRARE SU” IL BUON SUGO E METTO IL TUTTO IN BOCCA CHE SENSO HA CHE MI LAVI LE
MANI, NON MI TOCCHI GLI OCCHI, CHE MANTENGA 1 METRO DI DISTANZA DAGLI ALTRI, MI
METTA LA MASCHERINA E I GUANTI? Una volta si sottoponevano le persone che
manipolavano cibi e bevande nei locali pubblici a dei controlli sanitari
periodici. Adesso che con la globalizzazione (dove tutti si spostano ma
particolarmente quelli dai paesi poveri dove le condizioni igieniche e
culturali sicuramente lasciano desiderare) questi controlli sarebbero ancor più
necessari, non si fanno più. Poi ci raccomandiamo l’anima a Dio per le
pandemie, suoniamo le campane, recitiamo i rosari e ogni giorno ascoltiamo i
virologi … in attesa del “liberi tutti”.

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