CORONAVIRUS: … DISTANZA DI 1 METRO MA IN
CHE SENSO?
Mi scuso se non uso termini corretti ma non
sono un medico, sono un comune cittadino che ha sentito tante campane, ha letto
qualcosa e ha fatto qualche ragionamento.
Per illustrare come funziona un reparto di
rianimazione, cosa significa essere intubati e qual è lo stato d’animo di chi
non riesce a respirare lascio questo compito agli addetti ai lavori. Riporto
qualche nota semplice sul COVID – 19. È un virus parassita che cerca le cellule
respiratorie viventi da infettare, le attacca, si introduce e ne sfrutta il
metabolismo moltiplicandosi al loro interno all’infinito impedendo così lo
scambio di ossigeno e facendo morire soffocate le sue vittime. Essendo un virus
legato ai polmoni PUÒ ESSERE ESPULSO in parte dall’organo infetto tramite un
colpo di tosse, uno starnuto, soffiandoci il naso o semplicemente parlando. Tutte
azioni che creano in prossimità del volto della persona UNA “NUVOLA” DI
GOCCIOLINE INFETTE CHE RESTANO SOSPESE NELL’ARIA ANCHE PER 30’, in quanto sono
così piccole da non avere peso (come altre schifezze presenti nell’aria
contaminata). Il virus è come un uomo nel deserto, all’inizio è tonico e
resistente, con il passare del tempo si indebolisce, perdendo parte della sua
azione infettante, e alla fine muore.
Quindi SEGUENDO L’INFETTO, O INCROCIANDOLO,
SI PUÒ ENTRARE CON IL PROPRIO VOLTO IN QUESTA “NUVOLA” INVISIBILE CHE
STRATIFICA. CON L’INSPIRAZIONE DELL’ARIA SI INTRODUCE IL VIRUS IN UN NUOVO
SOGGETTO. È chiaro che sotto sforzo, come ad esempio durante una corsa,
l’azione di emissione da una parte di CORONAVIRUS e dall’altra di immissione di
aria fresca nei polmoni della persona vicina risulti maggiore e con effetto più
devastante di contaminazione. Il virus per sopravvivere e moltiplicarsi
necessita di un habitat polmonare e la sua “resistenza / contagiosità” è in funzione
dell’ambiente e del tempo. Anche superfici infette sono a rischio ma questo è
inferiore rispetto all’aspetto aereo (occorre toccare la superficie e portare
la mani infette alla bocca, al naso, agli occhi). Più passa il tempo e minore è
la carica batterica del virus e quindi la sua capacità di creare danni. In
questo caso la protezione è data dai guanti. Le mascherine “normali” per i non
addetti ai lavori, riducono l’emissione di virus della persona infetta ma non
ostacolano il passaggio del virus nell’inspirazione del soggetto sano perché la
trama del tessuto è più grande delle dimensioni del virus. Ovviamente, come per
un’auto è più facile andare su una strada rettilinea che su una strada piena di
curve, anche per il COVID – 19 ogni ostacolo è un problema.
QUINDI BEN VENGANO LE MASCHERINE DI
QUALSIASI TIPO PER TUTTI. DISTANZA SÌ MA … ANCHE TRAIETTORIE DIVERSE PER NON
ENTRARE CON IL VOLTO NELLA “NUVOLA” INFETTA CHE ATTUALMENTE È IL VERO PROBLEMA.

Commenti
Posta un commento