LA SANITÀ E LA SAGRA DELLA
PORCHETTA
Tutti ad interrogarsi come
mai il ns. sistema sanitario sia al collasso. Ovvio che l’infinito più 1 esiste
solo in matematica ma la situazione sanitaria ante Coronavirus era: barelle nei
corridoi dei pronto soccorso e per le visite mediche “… ci vediamo l’anno
prossimo”. Sono decine di anni che sento e vedo chiudere ospedali, numero
chiuso a medicina, responsabilità tante e stipendio basso per i sanitari in
prima linea. Vengono i brividi ora nel sentire non tanto il richiamo in
servizio di medici in pensione, che in anni di professione si presume qualcosa
abbiano imparato, ma l’inserimento di novelli pseudo dottori che penso non
essere in grado nemmeno di mettere un cerotto. Infermieri raccattati all’ultimo
momento, non si sa bene come, e messi in reparti che richiedono una comprovata
capacità, ecc. Insomma una situazione nella quale se non ti ammazza il
Coronavirus lo fanno gli “addetti improvvisati” alla sanità. Comunque fra nulla
e questo meglio questo.
Ma tutto ha sempre una
ragione e la colpa è prima di tutto nostra. Se un politico chiede ad un
potenziale elettore, che scoppia di salute come la maggioranza degli italiani,
se preferisce che i soldi disponibili siano utilizzati per le cure ospedaliere
o per finanziare la sagra della porchetta è indiscutibile che la risposta del
“cittadino” sia a favore della seconda. E i nani della politica cercano solo la
cosa più facile: il consenso popolare. Ora è arrivato il momento di pagare il
conto (sanitario ed economico). Pagheremo tutti, ho qualche dubbio sulla classe
politica.

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