Ecologia, parola magica come
Babbo Natale e la Befana.
Supponiamo che, con un colpo
di bacchetta magica, in Italia la mobilità diventi tutta elettrica (camion,
autobus, auto, moto, biciclette, monopattini e carrozzine per neonati). Ci
troveremmo improvvisamente con due grossi problemi. Il primo dovuto all’enorme
fabbisogno elettrico. Soluzione possibile: mettersi a 90 gradi lato cugini
francesi che ogni settimana ci aggiorneranno sul costo dell’energia elettrica
che ci vendono e che viene prodotta con le loro centrali nucleari poste qualche
metro dopo il confine. Il secondo dall’annullamento delle accise sui carburanti
che ammontano ad una ventina di miliardi all’anno. Ora una nazione
permanentemente, e sempre di più, alla canna del gas come spesa pubblica, a cui
sommare le periodiche emergenze tipo alluvioni e terremoti, può rinunciare ad
una entrata così sostanziosa? Evidentemente NO. Soluzione possibile: dopo aver
aumentato il prezzo delle cartine per fare le sigarette non ci resta che
aumentare il prezzo del pane con la scusa della crisi mondiale del grano.
Quand’è che avremo una classe politica con gli attributi che veda oltre le
prossime elezioni nazionali, regionali, provinciali, comunali e parrocchiali?

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