Degna di nota è
una sentenza di Cassazione del gennaio 2019 che ha condannato un datore di
lavoro per omicidio colposo a seguito di un infarto di un dipendente che
trasportava manualmente del materiale pesante e con un notevole dislivello
operativo durante un lavoro edile. La
Corte di Cassazione ha posto anzitutto in rilievo gli esiti dell’autopsia da cui
era emerso che “… la morte era stata causata da shock da arteriosclerosi
occlusiva, essendo state peraltro rilevate lesioni cicatriziali di precedenti
infarti e attacchi ischemici, lesioni che in relazione all’età (44 anni)
dell’operaio erano indicative di ipertensione cronica e risalente, patologia su
cui uno sforzo può dar luogo ad un’ischemia acuta”. La prima domanda riguarda
l’esistenza o meno del medico competente ed in caso affermativo dell’idoneità
alla mansione di un lavoratore con queste patologie. Ragionando in termini
puramente teorici è chiaro come le varie figure preposte alla sicurezza e
salute sul lavoro avrebbero dovuto comportarsi. Entrando invece nel campo
concreto tutto si complica. Se il lavoratore avesse dichiarato questi problemi
sarebbe stato licenziato o non assunto e quindi, visto che quello era l’unico
lavoro che sapeva fare, non sarebbe morto di infarto ma di fame. Ci sono
persone dimesse dal pronto soccorso ospedaliero decedute dopo poco e quindi la
“visitina” in azienda del medico competente, se il paziente non collabora,
diventa di scarsa utilità vista anche la ferrea legge sulla privacy. Mentre
facile risulta, per chi pontifica con lauti stipendi garantiti ogni fine mese,
indicare vittime e colpevoli. Ovviamente in questo caso anche se l’operaio è in
regola l’INPS fa rivalsa ed i danni economici della vittima e famiglia vengono
rigirati sul datore di lavoro. Poi ci si stupisce dei sub – sub appalti ma è
bene come sempre nella vita avere le idee chiare anche su questo argomento facendo
tesoro delle disgrazie altrui per le dovute valutazioni e cautele.
ECOLOGIA, LA PAROLA MAGICA DI MODA. Vorrei dare un mio contributo, visti anche i bonus governativi, sulla mobilità cittadina. Siamo partiti con le biciclette che sembrano il mezzo di spostamento ecologico per eccellenza ma c’è sempre un “ma” e il “MA” È L’EDUCAZIONE, IL SENSO CIVICO E LA CAPACITÀ DI CONDURRE UN MEZZO. Non puoi sfrecciare a tutta velocità su di un marciapiede o in una zona pedonale ALLE SPALLE DELL’IGNARO PEDONE CHE SE SI SPOSTA DI LATO VIENE TRAVOLTO E FRANTUMATO DAL VELOCIPEDE. Vogliamo limitarci a questo? Certamente no, le genialate in Italia non finiscono mai e quindi adesso abbiamo anche i MONOPATTINI ELETTRICI che silenziosi come leopardi ti arrivano da dietro per sfiorarti come le porte dello slalom gigante in Alta Badia. In questo caso, visto che non c’è nemmeno la fatica di pedalare, tutte le mezze cartucce hanno trovato il modo di divertirsi fregandosene di tutto e di tutti incoraggiati anche da controlli difficili da eseguire. Non solo ma questi mezz...

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